E il mondo ritornò a colori
di Eleonora Caneva
 
Era un tiepido e colorato mattino del 1915 ed Emilia che allora aveva appena 11 anni, si trovava al pascolo con l'unica mucca che aveva. I capelli dorati le sfioravano il fresco visetto dalle guance color carota. Portava un vestitino marrone e degli zoccoli in legno che suo padre le aveva appena confezionato. Ad un tratto, mentre il sole sembrava colorare ancora di più il verde paesaggio montano che la circondava, Gjovanin, un bambino gioviale di qualche anno più giovane di lei, le si presentò davanti. Emilia lo accolse con un bel sorriso che però durò poco. "Emilia", le sussurrò Gjovanin " è giunta voce che lassù sulle montagne alcuni soldati italiani hanno bisogno di munizioni e medicinali e tu sei l' unica ragazza del paese in grado di arrivarci in poco tempo". Emilia cadde dalle nuvole e tutto il mondo attorno a sé diventò nero, privo di colore, ma non si lasciò andare. Prese la mucca per il campanaccio e la portò da sua sorella che si trovava nei campi e senza perdere ulteriore tempo la corse a casa a dare la notizia alla madre che in un batter d'occhio le mise in spalle la gerla già colma di materiale. "Tieni!" esclamò la madre porgendole un sacchetto, "Qui c'è del pane, mangialo durante il cammino!" e facendo segno alla figlia di uscire si asciugò una lacrima. Emilia partì da Collina con in spalle un carico di 30 kg rimpiangendo il duro lavoro quotidiano che svolgeva a casa. Dopo circa un' ora di faticosissimo cammino arrivò sul versante italiano del fronte. Lì dei soldati feriti la aspettavano con ansia. La ragazza con molta velocità svuotò la vecchia gerla ma si accorse che mancavano le bende:"Devo averle sicuramente perse mentre mi sono fermata a bere!", pensò fra sé. Così corse vicino le trincee dove crescono delle erbe che dagli abitanti di Collina venivano chiamate"LAS PUPINOS", le bambole, poiché la loro forma ricorda un bambino in fasce. Con molta forza le sradicò e iniziò a strappare le lunghe foglie. Con il cuore in gola Emilia raggiunse nuovamente i soldati che gemevano a terra. Poi, con molta cura, calma ed attenzione fasciò le loro ferite con le fresche foglie e lasciò loro munizioni, medicinali e il pezzo di pane che la mamma le aveva dato. Bastarono pochi minuti di sosta per ricaricare Emilia che era nuovamente in cammino visto che giù in paese le spettavano altri lavori. La bambina salutò i soldati sparendo dietro un sasso muschioso e fu proprio lì che il mondo riprese colore.
 

Las Pupios di cui parla Eleonora nel suo racconto, altro non è che il VERATRO (Veratrum Album), pianta appartenente alla famiglia delle Liliacee. Molto frequente nei nostri prati ed alpeggi (indica presenza di azoto), in fase iniziale è somigliante ad una pannocchia, un po' simile anche alla genziana maggiore, con foglie opposte e glabre. In piena fioritura offre dei fiori bincastri o verdini molto decorativi.

 

 
Articoli 2004
A spass cun Nelio (articolo in Culinot )
Con ca sji lavo a fâ fen (articolo in Culinot )
Culinot, biel ma difizil (articolo in Culinot )
Friulano: Lingua o diletto
L'arc di San Marc (articolo in Culinot )
Us civics e strado par Gjviano (articolo in Gjvianot )
 
Articoli 2005
La partido (articolo in Culinot )
La selezion (articolo in Culinot )
No vevo vojo da fa nujo (articolo in Culinot )
Un viaç tal bosc (articolo in Culinot )
 
Articoli 2006
La parola al Presidente
Manifestazioni Attività
Parcè cjantìno (articolo in Culinot )
Ju cjapûts da Culino (articolo in Culinot )
Visita alla chiesa di Collina
E il mondo rotornò a colori
Verso la libertà
 
Articoli 2009
Bon finiment e bon prinzipi (articolo in Culinot )
I nostri primi 40 anni
L’aurora boreale(... e torna la paura)
La mia prima scalata
 
Regione Friuli Venezia Giulia
Provincia di Udine
Comune di Forni Avoltri
Centro Sportivo Italiano